La PEC - Posta Elettronica Certificata - di cui tanto si sente parlare in questi ultimi mesi e' equiparata dalla legge ad una Raccomandata Postale.
Dobbamo fare un piccolo distinguo. L'invio di una PEC verso un indirizzo di posta ordinaria (non certificata) corrisponde alla vecchia Raccomandata Semplice cartacea. L'invio di una PEC verso un indirizzo PEC (certificato) corrisponde alla vecchia Raccomandata con Ricevuta di Ritorno cartacea.
Quando andavamo in posta a spedire una raccomandata indicavamo il destinatario come Titolare ed unico responsabile della ricezione del messaggio. Il destinatario era quindi obbligato a Firmare la ricevuta di ritorno che attestava l'avvenuta consegna del messaggio. L'impossibilità di firmare e/o ritirare in posta la raccomandata implicava la necessità di mandare un delegato con documento d'identità valido e delega firmata a ritirare al posto nostro il messaggio. Questo consetiva al mittente di avere una risposta certa che il messaggio era stato consegnato. Consegnato non vuol dire non Letto, l'avrei potuta cestinare. Ma nel non leggere tale messaggio mi assumevo di fronte alla legge tutte responsabilità di non aver dato seguito a quanto scritto nel messaggio stesso.
Bene con la Posta eletteronica certificata non cambia assolutamente nulla rispetto al processo sopra descritto per la raccomandata cartacea.
Ogni casella PEC e' assegnata ad un Titolare, che deve appunto identificarsi ed essere risconociuto firmando appositi moduli ed allegando la propria carta d'identità valida. Al posto del vecchio postino ci sono delle macchine elettroniche che prendono in carico il messaggio dal mittente e lo consegnano nella casella delle lettere del destinatario "firmando" l'avvenuta consegna su "delega" del destinario. Al tempo stesso inviano al mittente la ricevuta "Firmata" dell'avvenuta consegna del messaggio garantedogli che il messaggio ha raggiunto il destinatrio. Come per il cartaceo questo non implica che il messaggio sia stato letto, ma di fronte alla legge la mancata lettura del messaggio mette di fronte il destinatrio alle proprie responsabilità esattamente come se avesse cestinato il messaggio cartaceo che aveva ricevuto.
Attenzione, un tempo quando ci recavamo in posta per predere la busta la leggevamo quasi sicuramente. Un po' per curiosità, un po' per il disturbo, un po' perche' inconsciamente sapevamo cosa significava una raccomandata. Solitamente comunicazioni di estrema importanza ed urgenza.
Con la PEC, se non configuiramo correttamente i nostri sistemi automatici di ricezione della posta o non controlliamo con frequenza la nostra casella PEC, non avremo piu' la sensazione che si tratti di messaggi urgenti ed importanti, fino a dimenticarci di loro. Nuovamente attenzione, dimenticarci di messaggi urgenti ed imoprtanti, legalmente valenti, puo' essere pericoloso e dispendioso.
Pensiamo al caso che una pubblica amministrazione ci invii per PEC una cedola di riscossione e noi non la leggiamo. Una mattina ci pignorano la macchina e non sappiamo nenache il perche'.
Mi raccomando leggete i messaggi di posta elettronica certificata con frequenza. Se avete dubbi sul come riconoscere un messaggio PEC da una mail ordinaria chiedetelo ad i vostri consulenti informatici, sapranno sicuramente aiutarvi. Se non siete soddisfatti dalla risposta ottenuta, chiedete ad altri informatici magari piu' specializzati. Diffidate da sedicenti consulenti di taglio e cucito, espertissimi in posta elettronica certificata piu' degli informatici professionisti.
La legge non ammette ignoranza.
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